1. Ed ecco arriva il giovanotto foruncoloso,
    impiegato d’una piccola agenzia di locazione, sguardo ardito,
    uno di bassa estrazione a cui la sicurezza s’addice
    come un cilindro a un villano arricchito.
    L’istante è ora propizio, come bene indovina,
    il pasto è ormai finito, e lei è annoiata e stanca,
    lui cerca d’ impegnarla alle carezze
    non respinte, seppure non bramate.
    Eccitato e deciso, ecco muove all’attacco;
    le mani che la esplorano non incontrano resistenza;
    la sua vanità non esige intesa,
    interpreta l’indifferenza come buona accoglienza.
    (E io Tiresia ho presofferto tutto
    tutto ciò che si compie su questo divano o letto;
    io che a Tebe sedei sotto le mura
    e camminai nella profondità dei morti.)
    Accorda un bacio finale di accondiscendenza,
    e brancola verso l’uscita, trovando le scale non illuminate…

    Lei si volta e si guarda allo specchio un momento,
    a stento ricordandosi dell’amante appena uscito;
    il suo cervello lascia che un pensiero formato solo a metà trascorra:
    ‘Bene, anche questa è andata: lieta che sia finita.’

    Thomas Stearns Eliot. La terra desolata

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    1. postato da televisionwasababycrawling