1.  Wong Kar-wai. In the mood for love  Wong Kar-wai. In the mood for love  Wong Kar-wai. In the mood for love

    Wong Kar-wai. In the mood for love

  2. Per tanto tempo era toccato a me di passare le notti e i giorni umiliato e inferocito dal capriccio di una donna.
    Ora sono convinto che nessuna passione ha tanta forza da mutare la natura di chi la subisce. Si può morirci, ma le cose non cambiano. Passato l’orgasmo, si ritorna onest’uomo o furfante, padre di famiglia o ragazzo, secondo che si era, e si vive la propria giornata. O meglio: si è veduta nella crisi la propria vera natura, e questa c’inorridisce e la normalità ci disgusta, e si vorrebbe magari essere morti tanto l’insulto che ci è fatto è atroce, ma non c’è altri da accusare se non noi. Io debbo a quella donna se mi sono ridotto a questa vita singolare che conduco, alla giornata, senza scopo, incapace di stringere un legame col mondo, disamorato del prossimo – disamorato di mia madre che sopporto, e di mia nipote che non amo –: debbo a lei tutto, ma sarei finito meglio con un’altra? Con un’altra, intendo, che fosse capace di umiliarmi come la mia natura esigeva?

    Cesare Pavese. Suicidi

  3. Quanti ne sono finiti, sul rogo, di piccoli ostinati credenti, durante le epoche oscure?… E in pasto ai leoni?… E nelle galere?… E inquisiti fino al midollo? Per la Concezione di Maria? Per tre versetti del Testamento? Si posson più contare! I motivi? Facoltativi!… Non vale neanche la pena che ci siano!… I tempi son mica tanto cambiati per questo aspetto! Non è che siamo diventati più difficili! Possiamo tranquillamente crepare tutti per qualche accidente che non esiste! […] Le guerre, non si saprà più il perché!… Sempre più formidabili! Che non lasceranno tranquillo più nessuno!… che ci creperanno tutti… tutti diventeranno eroi sul campo… e polvere perdipiù!… Si sbarazzerà la Terra… Siam mai serviti a niente… Repulisti per mezzo dell’Idea…

    Louis-Ferdinand Céline. Mea culpa

  4. Non leggo granché, ci ho mica il tempo. Già persi troppi anni tra prigione e sciocchezze. Ma son lì che insistono, scongiurano, tormentano. Pare che devo leggere assolutamente una specie d’articolo, il Ritratto di un antisemita, di Jean-Baptiste Sartre.
    Scorro ‘sta barba di compitinclasse, ci do un occhio, né bello né brutto, un cavolo di niente, imitazione… tipo Allamanieradì […] Ma a pagina 462 ecco che mi spiazza, lo stronzetto! Ah, ‘sto dannato gran rottoinculo! Cos’è che scrive? «Se Céline ha potuto sostenere le tesi socialiste dei nazisti, è perché lo pagavano.» Testuale. Ehilà!
    Ecco cos’è che scriveva ‘sto piccolo mangiamerda mentre che stavo in prigione e potevano appendermi ogni minuto. Piccola schifezza assatanata ingozzata di merda, manco mi sei uscita di tra le chiappe e già vuoi sporcarmi tutto! Ano Caino! Pfui! Che vuoi? Che mi si uccida? È evidente! Qui! Vieni che ti sbrego! Sicuro!.. me lo guardo in foto, ‘sti occhinfuori… ‘sto gancio… ‘sta ventosa bavosa… proprio un cestode! Cosa non s’inventerebbe, il mostro, perché mi facciano fuori! M’è appena sceso dalla cacca e già mi denuncia! La più bella è che a pagina 451 ci ha il fiele d’avvisarci: «Un uomo che trova naturale denunciare altri uomini non può avere la nostra stessa concezione dell’onore, anche quelli di cui si pretende benefattore, non li vede coi nostri stessi occhi, la sua generosità, la sua dolcezza, non assomigliano alla nostra dolcezza, alla nostra generosità, perché la passione non la si può delimitare.»
    Nel mio culo dove sta, si può mica chiedere al Forca di vederci bene, né di parlare chiaro, ma pare che l’ha già previsto, il Forca, il caso di ritrovarsi solo e allo scuro dentro l’ano mio… chiaro che parla di lui, il Forca, quando scrive a pagina 451: «Quest’uomo teme ogni specie di solitudine, quella del genio come quella dell’assassino.» Facciamo a capirci… Se do retta ai settimanali, il Forca si vede solo nei panni del genio. Ma se do retta a me e quel che c’è scritto nei testi suoi, io lo vedo nient’altro che nei panni d’un assassino, il Forca, e meglio ancora d’un lurido fottuto mandante, spione schifoso merdoso, somaro occhialuto. Ecco che do di matto! Mica più roba per me, la salute, l’età… Quasi la piantavo lì… schifato, basta lì… Ci ripenso… Assassino e genio? Assassino è sicuro, o vorrebbe, beninteso, ma genio? Genio lo stronzetto dentro al mio culo? hum?.. bisogna vedere… sì, certo che un genio può crescere… rivelarsi… ma il Forca? Con ‘sti occhi da busbana? ‘ste spallucce racchie? ‘sta trippetta? Una tenia, sicuro, una tenia umana, messa in quel posto… e pure filosofo!.. fa tante cose, lui… È in bici che ha liberato Parigi, pare. Se l’è spassata… a Teatro, in Città, con gli orrori d’annata, la guerra, le torture, le catene, il fuoco. Ma il tempo passa, ed eccotelo qui che cresce, si gonfia tutto, il Forca! È mica più padrone di sé… si riconosce mica più… da busbana che era eccotelo creatura… nuovo ciclo… Niente più roba spassosa, Nisba… adesso corre dietro ai grandi veri cimenti… la prigione, l’espiazione, il bastone, e il bastone più grosso che c’è: il Patibolo… il Fato lo travolge, il Forca… le Furie! finite le scemenze… vuol diventare mostro completo, lui!

    Louis-Ferdinand Céline. All’agitato nella brocca

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    David Bowie. Where are we now?

  6. Kōji Wakamatsu. Embryo Kōji Wakamatsu. Embryo Kōji Wakamatsu. Embryo Kōji Wakamatsu. Embryo Kōji Wakamatsu. Embryo Kōji Wakamatsu. Embryo

    Kōji Wakamatsu. Embryo

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    Ghost in my basement. Great change a comin’

  8. Sergio Padovani. Breve elogio al disprezzo

    Sergio Padovani. Breve elogio al disprezzo

  9. Nelle cose dello spirito si deve essere onesti fino alla durezza. […] Si deve essere addestrati a vivere sui monti — a vedere sotto di sé il miserabile ciarlare di politica ed egoismo-dei-popoli, proprio del nostro tempo. Si deve essere diventati indifferenti, non si deve mai domandare se la verità sia utile, se essa diventi per qualcuno una fatalità… Una predilezione della forza per quei problemi per cui oggi nessuno ha il coraggio; il coraggio del proibito; la predestinazione al labirinto. Un’esperienza di sette solitudini. Nuove orecchie per nuova musica. Nuovi occhi per il più lontano. E una nuova coscienza per verità restate fino a oggi mute. E la volontà dell’economia in grande stile; mantenere compatta la propria forza, la propria esaltazione… Rispetto di sé; amore di sé; libertà assoluta verso di sé… […]
    Che importa del resto? — Il resto è semplicemente l’umanità. — Si deve essere superiori all’umanità per forza, per altezza d’animo — per disprezzo…

    Friedrich Nietzsche. L’anticristo

  10. Ma non soltanto il governo è bugiardo e ipocrita e volgare e abietto, anche il parlamento è così, disse Reger, e a volte mi sembra quasi che il parlamento sia ancora più ipocrita e bugiardo del governo, e infine, quant’è bugiarda e volgare la giustizia in questo paese, e la stampa in questo paese, e la cultura in questo paese, e insomma tutto in questo paese; in questo paese, ormai da decenni, regnano sovrane la menzogna e l’ipocrisia e la volgarità e l’abiezione, disse Reger. Questo paese, infatti, ha ora toccato il fondo, disse Reger, e presto avrà rinunciato alla sua ragion d’essere, al suo fine e al suo spirito. E dappertutto questi disgustosi sproloqui sulla democrazia!
    Lei cammina per strada, sostenne, e costantemente deve tapparsi gli occhi, le orecchie, e anche il naso per poter sopravvivere in questo paese che in fin dei conti è diventato uno Stato socialmente pericoloso, disse Reger. Ogni giorno lei fatica a credere ai suoi occhi e alle sue orecchie, disse, ogni giorno vive con maggiore spavento il declino di questo paese devastato, e di questo Stato corrotto, e di questo popolo rincretinito. E gli esseri umani che vivono in questo paese e in questo Stato non alzano un dito, disse Reger, è questo che tormenta ogni giorno un essere umano come me. Gli esseri umani vedono o per lo meno avvertono, naturalmente, che questo Stato si fa ogni giorno più abietto e volgare, ma non alzano un dito, i politici sono gli assassini, anzi i veri e propri massacratori di quei paesi e di quegli Stati che capitano loro tra le mani, disse Reger, da secoli i politici assassinano i paesi e gli Stati e nessuno impedisce loro di farlo.

    Thomas Bernhard. Antichi maestri