1. Ma non soltanto il governo è bugiardo e ipocrita e volgare e abietto, anche il parlamento è così, disse Reger, e a volte mi sembra quasi che il parlamento sia ancora più ipocrita e bugiardo del governo, e infine, quant’è bugiarda e volgare la giustizia in questo paese, e la stampa in questo paese, e la cultura in questo paese, e insomma tutto in questo paese; in questo paese, ormai da decenni, regnano sovrane la menzogna e l’ipocrisia e la volgarità e l’abiezione, disse Reger. Questo paese, infatti, ha ora toccato il fondo, disse Reger, e presto avrà rinunciato alla sua ragion d’essere, al suo fine e al suo spirito. E dappertutto questi disgustosi sproloqui sulla democrazia!
    Lei cammina per strada, sostenne, e costantemente deve tapparsi gli occhi, le orecchie, e anche il naso per poter sopravvivere in questo paese che in fin dei conti è diventato uno Stato socialmente pericoloso, disse Reger. Ogni giorno lei fatica a credere ai suoi occhi e alle sue orecchie, disse, ogni giorno vive con maggiore spavento il declino di questo paese devastato, e di questo Stato corrotto, e di questo popolo rincretinito. E gli esseri umani che vivono in questo paese e in questo Stato non alzano un dito, disse Reger, è questo che tormenta ogni giorno un essere umano come me. Gli esseri umani vedono o per lo meno avvertono, naturalmente, che questo Stato si fa ogni giorno più abietto e volgare, ma non alzano un dito, i politici sono gli assassini, anzi i veri e propri massacratori di quei paesi e di quegli Stati che capitano loro tra le mani, disse Reger, da secoli i politici assassinano i paesi e gli Stati e nessuno impedisce loro di farlo.

    Thomas Bernhard. Antichi maestri

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    Matt Elliott. The howling song

  3. Park Chan-wook. Oldboy Park Chan-wook. Oldboy

    Park Chan-wook. Oldboy

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    Jo Yeong Wook. Farewell, my lovely

  5. František Vlácil. Marketa Lazarová František Vlácil. Marketa Lazarová František Vlácil. Marketa Lazarová

    František Vlácil. Marketa Lazarová

  6. Appartengo alla minoranza silenziosa. Sono di quei pochi che non hanno più nulla da dire e aspettano. Che cosa? Che tutto si chiarisca? L’età mi ha portato la certezza che niente si può chiarire: in questo paese che amo non esiste, semplicemente, la verità.
    Paesi molto più piccoli e importanti del nostro hanno una loro verità, noi ne abbiamo infinite versioni. Le cause? Lascio agli storici, ai sociologi, agli psicanalisti, alle tavole rotonde il compito di indicarci le cause, io ne subisco gli effetti. E con me pochi altri, perché quasi tutti hanno una soluzione da proporci: la loro verità, cioè qualcosa che non contrasti i loro interessi.
    Alla tavola rotonda bisognerà anche invitare uno storico dell’arte per fargli dire quale influenza può avere avuto il barocco sulla nostra psicologia. In Italia infatti la linea più breve tra due punti è l’arabesco.
    Viviamo in una rete d’arabeschi.

    Ennio Flaiano. La solitudine del satiro

  7. Alla fine tutte le cose devono rimanere così come sono e sono sempre state: quelle grandi riservate ai grandi, gli abissi ai profondi, le finezze e i brividi ai raffinati e tutte le cose rare, agli esseri rari.

    Friedrich Nietzsche. Al di là del bene e del male

  8. Christopher Morris. Subway Christopher Morris. Subway Christopher Morris. Subway

    Christopher Morris. Subway

  9. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell’ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un’epoca sono manipolati a piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell’ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch’io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano.

    Antonio Gramsci. Indifferenti (11 febbraio 1917)

  10. Gli uomini cercano sempre fuori di sé la ragione dei propri fallimenti spirituali; non vogliono convincersi che la causa ne è sempre e solo la loro animuccia, la loro mancanza di carattere e di intelligenza. Ci sono i dilettanti della fede, così come i dilettanti del sapere.
    Ciò nella migliore delle ipotesi. Per molti la crisi di coscienza non è che una cambiale scaduta o il desiderio di aprire un conto corrente.

    Antonio Gramsci. Margini (11 febbraio 1917)